Un debole Abruzzo produttivo chiede l’iniziativa della politica.

ronci

Il Report che pubblichiamo sul nostro sito focusabruzzo.eu è una elaborazione di uno studio statistico, redatto dal Dott. Aldo Ronci, recante il titolo LA DINAMICA DELLE IMPRESE IN ABRUZZO in 6 anni (2014-2019). Annotiamo subito che stiamo parlando di un periodo dove il  complesso delle imprese subisce una flessione di 2.945 unità. Un questi sei anni è doveroso annotare che l’Abruzzo presenta un decremento  pari a  –27%, cioè un valore, rispetto a quello italiano. pari a due volte e mezzo la media nazionale dello –0,93% nazionale. Questi dati chiedono, anche in questa occasione, una attenta lettura e preferiamo farla partendo dalle considerazioni fatte in occasione della pubblicazione dei dati sull’andamento del sistema imprenditoriale regionale, da parte di CRESA, ripresa in diversi articoli, apparsi nella rete del sistema dell’informazione abruzzese, con qualche titolo che segnalava nell’anno 2020, la presenza di forti  segni di incertezza.   Ma grazie al confronto, operato seduta stante, con il Report pubblicato dal Dott. Ronci sui dati prelevati sullo stesso sito www.movimprese.it , abbiamo estratta una conclusione, che faceva giustizia di alcuni numeri ballerini utilizzati dal CRESA, che non aiutavano la lettura calibrata dello stato reale del sistema imprenditoriale  nella nostra regione. In concreto grazie al Report del  Dott. Aldo Ronci, che sottolineava come quei numeri erano figli di un semestre che seppure osservato in pieno lockdown, presentava un saldo positivo grazie alla crescita maggiore delle  nuove iscrizioni,  contrapposto ad un numero molto esiguo di cessazioni, dovuta all’intervento dei provvedimenti governativi (bonus, concessione di crediti garantiti e cassa integrazione) che hanno aiutato le imprese in difficoltà e quindi non hanno cessato l’attività. Infatti il Report di Ronci  LE IMPRESE IN ABRUZZO nel 2020, conclude  con un dato di crescita del numero di imprese +333, cioè cinque volte di più rispetto al 2019 (+59). Tutto bene ? Certamente NO. Resta in piedi  il quadro  drammatico di emergenza sanitaria ed economica. Abbiamo già detto che  il sistema bancario, che opera sul territorio abruzzese, neanche in questa fase recessiva è riuscito a mettere in campo un comportamento virtuoso. Abbiamo denunciato come quelle risorse (provenienti dalle disposizioni del Governo)  da  impegnarsi  in un  sostegno utile alla tenuta del tessuto produttivo ed economico, non hanno avuto nessuno effetto, anzi  nessun aumento del volume dei prestiti ma sono state semplicemente sostitutivi di quelli in atto. Ripetiamolo con parole stanche e ripetitive  Il sistema finanziario regionale non sostiene l’economia abruzzese  uno studio  già pubblicato sul  sito www.focusabruzzo.eu. Nel rimandarvi a quella lettura ci avviciniamo alla nuova ed ulteriore di proposta di Ronci , con un  approfondimento fatto sul Report  LA DINAMICA DELLE IMPRESE IN ABRUZZO in 6 anni (2014-2019).  L’elaborato non solo ci dice che c’è stata una flessione del numero di imprese  in Abruzzo nel periodo che dal 2014 al 2019, ma anche modifiche profonde nella presenza di imprese nei vari settori. Abbiamo assistito ad una flessione nelle costruzioni, ad una crescita inferiore rispetto alla media nazionale delle attività di alloggio e ristorazione, mentre si assiste ad un autentico crollo nell’agricoltura. Ma c’è un dato nuovo che il report  evidenzia, cioè che  il  fenomeno del forte calo delle imprese caratterizza non solo i comuni montani ma anche 52 comuni non montani che sono ubicati nella fascia costiera. Un fenomeno nuovo che non possiamo non definire inquietante per le caratteristiche del nostro sistema economico produttivo. Il Report propone l’uso di una opportunità da parte della Regione:  adottare lo strumento dell’Agenda Urbana che, meglio di qualsiasi altro, potrebbe avviare uno percorso di sviluppo armonico ed equilibrato di tutto il territorio Abruzzese. Rilanciando così l’idea di adottare la proposta di realizzazione dell’Agenda Urbana abruzzese che, secondo uno studio del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” coordinato dal Prof. Roberto Mascarucci, prevede la suddivisione del territorio regionale in 7 Aree Urbane Funzionali che fanno riferimento alle Città Medie di Pescara-Chieti, Teramo, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto.  A noi sembra utile, già Focus Abruzzo ha fatta propria questa proposta in un articolo pubblicato sul sito , che riproponiamo all’approfondimento con il titolo LE PRIORITA’ DELLA REGIONE ABRUZZO. Ma tutte queste considerazioni, basate su analisi ed elaborazioni, che ci portano  a proporre anche strumenti programmatici, quale l’Agenda Urbana abruzzese, diventano utili se si da il giusto valore a quello che è accaduto, ma sta accadendo, nella nostra regione. In concreto un sistema, che è quello che garantisce più della metà della occupazione in Abruzzo “vive” una profonda crisi. L’andamento del numero delle Imprese (dal 2014 al 2019) collegato a quanto accaduto nell’anno 2020 descritti nei due Report elaborati da Ronci. Ma visto che è stata citata bisogna dire che la curva sottostante frutto di una elaborazione del CRESA  presenta  il saldo tra iscrizioni e cancellazioni. La curva però dal 2013 a, 2018 segna un a crescita del numero di imprese e crescente, che non rende coerente il risultato con la realtà.

Infatti se si osserva il grafico a fianco, che descrive il numero reale delle Imprese in attivo in Abruzzo 2013 -2019, possiamo osservare mentre il grafico Cresa riporta i saldi delle imprese che non comprendono le cessazioni d’ufficio mentre le imprese attive le comprendono. In conclusione a noi appare più aderente, al fine della conoscenza, il grafico proposto rispetto a quello del Cresa.

In conclusione il grafico Cresa dei saldi nel  periodo 2013-2017 è crescente mentre il grafico dell’andamento delle imprese attive per le imprese attive è decrescente.

I decisori politici devono assumersi  questa situazione per cambiare la rotta del lento rallentamento del sistema economico, sociale e produttivo.

In conclusione, bisogna agire utilizzando:

  1. La proposta programmatica Agenda Urbana abruzzese sulla base delle possibilità offerte dal Recovery Funds per agire sui processi di digitalizzazione, di innovazione ed internalizzazione, ma anche della economia ecosostenibile e del verde;
  2. La  Legge di settore n° 23 (Legge quadro sull’artigianato) trasformandola in uno strumento di sviluppo. Formazione, ricerca di nuovi talenti e di capacità imprenditoriali nei settori che troveranno nelle nuove ed attese linee programmatiche Europee e nazionali, spunti per partecipare alla prossima rivoluzione della  economia sostenibile;
  3. Un Tavolo di confronto organizzato, dalla Regione,  con la rappresentanza del sistema bancario e creditizio, delle Associazioni degli imprenditori e dei Sindacati per  “riprogettare” la funzionalità del ruolo della Finanza e del Credito in Abruzzo.