Al signor Sindaco della città  Dott. Carlo Masci

pescaradragaggio-2019-6057

Questo è il testo della lettera inviata al nostro Sindaco di Pescara, sui problemi del Dragaggio e delle cose che non ci “piacciono” decisamente. “Gentile Signor sindaco di Pescara Le invio questa nota, a nome di un gruppo di ricercatori e collaboratori del sito www.focusabruzzo.eu che si è più volte occupato dei problemi derivanti dal dragaggio dei limi fluviali e portuali abruzzesi. Le premettiamo che le documentazioni da noi elaborate si basano sulla necessità di perseguire una soluzione industriale, programmata e non emergenziale, per l’esercizio delle attività di dragaggio. Infatti le attività di Dragaggio, ad esempio del porto di Pescara, devono essere garantite in maniera costante, per evitare gli episodi di insabbiamento di imbarcazioni nel porto e quindi della sicurezza dei pescatori e diportisti. Ma venendo al motivo della lettera, vogliamo informarLa che, come tutti i cittadini possono osservare, in questi giorni, sono in corso attività di dragaggio del fiume Pescara, senza una evidente attenzione alle modalità operative e, soprattutto, su quali norme di sicurezza ambientale vengono osservate, in questa particolare fase dedicata alla balneazione dei residenti e turisti che affollano la nostra costa. Dalle nostre osservazioni emergono particolari inquietanti, sulle attività svolte, infatti è del tutto evidente che i fanghi maleodoranti e di sgradevole aspetto, prelevati dall’alveo fluviale, vengono poi “ritombati” nelle acque antistanti l’imboccatura del porto canale a ridosso della scogliera di protezione. Una modalità operativa “sconsigliata” e certamente non utile alla tutela ambientale e della salute delle persone. Infatti le autorità sono a conoscenza della “nocività”, dovuta alla presenza di sostanze organiche ed oleose presenti nei fanghi fluviali, della necessaria cautela nell’uso del mare come “discarica”, pratica vietata dai regolamenti comunitari e nazionali e dall’attenzione che merita l’evidente “intorbidamento”, sia nella fase di prelievo che in quella di rilascio dei sedimenti. Non secondaria è l’utilità di segnalare che la pratica di usare il mare come una discarica ha già prodotto, lungo la costa prospiciente il territorio pescarese e chietino, danni alla riproduzione ittica, con la scomparsa di telline e cannolicchi e di specie autoctona, a causa di un’evidente deterioramento delle zone di riproduzione marina.   Nella  Sua qualità di Sindaco e, di conseguenza di responsabile della salute della collettività Le chiediamo di intervenire anche coinvolgendo le autorità del settore marittimo e della sanità, per una eventuale indagine sui rischi della salute delle persone.      Cordiali saluti  Dott. Franco Leone”

DALLE DIRETTIVE, DALLA RICERCA E DALLA TECNOLOGIA LA SOLUZIONE AL DRAGAGGIO  

Nota di riflessione.

In merito ai presupposti legittimanti l’ammissibilità degli scarichi devesi rilevare che quest’ultimi sono limitati ai casi in cui:

– “non esistano alternative di smaltimento, trattamento o utilizzazione dei medesimi, tecnicamente attuabili e tali da comportare minori rischi ambientali”;

– i rifiuti non contengano quantità ecologicamente significative, in termini di concentrazione o quantità complessive, di componenti riconosciuti come tossici per gli organismi marini, bioaccumulabili in quantità nocive per gli organismi viventi e per l’uomo, o tali da dar luogo a sostanze aventi dette caratteristiche;

– non diano luogo a modificazioni di natura fisica, chimica o biologica dell’ecosistema marino tali da alterarne gli equilibri ecologici, comprometterne la fruibilità per gli aspetti culturali e turistici, per il traffico marittimo nonché l’utilizzo sotto il profilo dell’acquacoltura, dell’esercizio della pesca.