Andamento delle Imprese abruzzesi nel 2020.

video poster servizio Rete8 - 09-11-2017

La pubblicazione dei dati sull’andamento del sistema imprenditoriale regionale, da parte di CRESA, sollecita diversi articoli, apparsi nella rete del sistema dell’informazione abruzzese, con qualche titolo che segnala la presenza di forti  segni di incertezza.  A leggere la tabella proposta  da CRESA, soprattutto in riferimento all’andamento nei principali settori della elaborazione del CRESA i titoli degli articoli non potevano essere diversi. Infatti  guardando la tabella e delle conclusioni raggiunte,  sulle  variazioni delle imprese artigiane, i dati ballano molto e non aiutano la lettura calibrata dello stato reale del sistema imprenditoriale  nella nostra regione. Di conseguenza, pur concordando sul numero della variazione delle imprese, questo “balletto” dei dati richiedono una lettura più aderente. Deve essere evitata, per aiutare i decisori politici, una situazione che non si concluda con la più classica delle valutazioni. Infatti possiamo guardare gli stessi dati, ricavarli dalla stessa fonte (quella che ci racconta nascita e morte delle imprese) e, infine.  prelevarli dallo stesso  sito www.movimprese.it ,  ma guardare il tutto con l’occhio dell’osservatore che vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Per dare una lettura comune, deve essere fatto lo sforzo di ritornare  con la memoria all’analisi dei dati che hanno riguardato l’Andamento delle Imprese nel II trimestre 2020 per  rilevare che le iscrizioni di nuove imprese furono 1.355 diminuite, nella loro entità, dalle cessazioni pari  825. Quindi un semestre che presentava già un saldo positivo di  530 imprese. Fu il Dott. Aldo Ronci, che in quella occasione, presentando il Report, sottolineò che tutto era avvenuto nonostante il semestre  si sia trovato in pieno lockdown . Infatti il saldo fu positivo grazie alla concomitanza di due fattori: a) nuove iscrizioni, anche se non numerose, alle quali si era contrapposto un numero molto esiguo di cessazioni; B) l’analisi dei dati lasciò emergere che la situazione era determinata dai provvedimenti governativi (bonus, concessione di crediti garantiti e cassa integrazione) che hanno aiutato le imprese in difficoltà e quindi non hanno cessato l’attività. Naturalmente, chi ci legge, non deve sottovalutare la circostanza che questa positività, avviene in un quadro che resta drammatico di emergenza sanitaria ed economica. Eppure il sistema bancario, che opera sul territorio abruzzese, non ci risulta che abbia avuto un comportamento virtuoso impegnato in un  sostegno utile alla tenuta del tessuto produttivo ed economico. I dati, lo vogliamo ripetere, ci hanno detto che,  le recenti garanzie statali decise dai decreti di rilancio del governo Conte, non hanno avuto nessuno effetto verso l’aumento del volume dei prestiti, ma sono state semplicemente sostitutiveIl sistema finanziario regionale non sostiene l’economia abruzzese  uno studio del nostro Ronci, già pubblicato sul  sito www.focusabruzzo.eu. Questa nostra lettura , poco positiva rispetto al comportamento degli Istituti di Credito operativi sul territorio regionale, si riempie di tinte alterne. Luci ed ombre,  sulla base di quanto riporta il Report del Dott. Aldo Ronci LE IMPRESE IN ABRUZZO nel 2020, che concludono con un dato di crescita del numero di imprese +333, cioè cinque volte di più rispetto al 2019 (+59). Non con lo stesso trend dei dati nazionali, ma restano   comunque buoni. Naturalmente questi dati sono, senza meno, il frutto buono delle MISURE ANTI COVID.

La curva che segue è una elaborazione del CRESA  che concorda con i dati che troverete nel Report di Ronci Le Imprese in Abruzzo nel 2020. La curva è utile anche per memorizzare un dato, cioè per un periodo lungo dal 2013 a, 2018 la crescita del numero di imprese e crescente, mentre prima della emergenza sanitaria il nostro sistema segnalava uno stato di crisi. I decisori politici devono assumersi  questa situazione per cambiare la rotta del lento rallentamento del sistema economico, sociale e produttivo.

Urge entrare nella finestra che il Recovery Funds apre sulle grandi occasioni offerte dai processi di digitalizzazione, di innovazione ed internalizzazione, ma anche della economia ecosostenibile e del verde. La regione deve rivisitare la  Legge di settore n° 23 (Legge quadro sull’artigianato) per trasformarla in uno strumento di sviluppo. Formazione, ricerca di nuovi talenti e di capacità imprenditoriali nei settori che troveranno nelle nuove ed attese linee programmatiche Europee e nazionali, spunti per processi di  Innovazione, di internazionalizzazione, di stimolo alla produttività e alla digitalizzazione del sistema produttivo, cioè le nuove opportunità per partecipare alla prossima rivoluzione della  produzione.  Tutti insieme Regione, Associazioni degli imprenditori e i Sindacati per realizzare il “pollaio” delle idee. Il report IL CREDITO BANCARIO in Abruzzo nel III trim 20 – S ci chiede che Confidi o giuoca un ruolo oppure le nostre imprese saranno sempre in difficoltà di fronte al sistema finanziario e bancario.