Andamento imprese nel Terzo Trimestre 2019.

artigianato 1 trim2018

Torniamo alle schegge di quanto pubblicato da noi, sia il commento che il documento illustrativo della Ricerca  condotta dal Dott. Aldo Ronci, per conto della CNA abruzzese,  DINAMICA DELLE IMPRESE ARTIGIANE IN ABRUZZO NEL I SEMESTRE 2019. Oggi  giunge a noi questo ulteriore approfondimento, sempre dello stesso ricercatore sul  terzo trimestre 2019 nella nostra Regione. Se il primo semestre ci aveva segnalato che il sistema produttivo abruzzese aveva, e purtroppo ancora, bisogno di cambiare passo per migliorare la competitività delle imprese, in particolare delle micro-imprese, sorgente di occupazione di qualità e quantità. Ci eravamo messi in attesa del ruolo che, l’Esecutivo regionale, ha voglia di giocare soprattutto del tipo di  orientarsi nella predisposizione di proposte di:  orientamento, per i gestori delle politiche creditizie, per realizzare un legame con le  vocazioni territoriali;  rinnovamento di politiche fiscali più moderne e selettive, con la messa a disposizione di servizi e risorse capaci di attivare innovazione di prodotto e di sistema organizzativo. Il tutto nasceva dal fatto che   le variazioni percentuali del numero di imprese, ormai da parecchi anni, sono sempre peggiori di quelle medie nazionali e per le imprese artigiane in alcuni casi sono addirittura le peggiori  in senso assoluto tra le Regioni Italiane (come nel periodo dal 2013 al 2017). Ripetiamolo, a rischio di annoiare chi ci legge, la crisi dell’artigianato si sta sviluppando in un contesto regionale caratterizzato da due dinamiche una positiva, quella delle medie e grandi imprese, e l’altra sofferente, quella delle piccole e micro imprese soprattutto artigiane. Nasce  spontaneo chiedersi se non è ora di realizzare scelte organiche di applicazione di una  Legge di settore n° 23 (Legge quadro sull’artigianato) lasciata nel cassetto inattuabile per mancanza di risorse. Per prevedere cosa ? Senza meno: Sostegno allo start-up; Artigianato artistico e di qualità; Maggiore attenzione all’utilizzo di alcuni e diversificati strumenti finanziari; Trasmissione d’impresa che  avrebbe un impatto determinante su migliaia di imprese e sui livelli della “buona occupazione”. Oggi dalla lettura della ricerca del  terzo trimestre 2019 possiamo ricavare una attenuazione dei dati sulla crisi inarrestabile, però resta negativa la performance del territorio pescarese. Sul Documento di ricerca appare chiaro che il numero delle imprese, nei primi nove mesi del 2019, l’Abruzzo riafferma l’andamento negativo degli ultimi cinque anni. Quindi il nostro modesto  +0.10%, è o più basso della media nazionale (+0.35%),si conferma la tendenza alla bassa crescita presente da tempo. Ci sono buone performance nel settore dei servizi alla persona e delle costruzioni nelle province di Teramo e dell’Aquila, e in quello dei servizi alle imprese in tutte le province esclusa Pescara addirittura con un dato negativo (pari a -0,71%). In questa Provincia è misurabile una discesa generalizzata in tutti i settori dell’artigianato, molto pesante in quelli della manifattura e delle costruzioni. In una nostra precedente considerazione abbiamo detto  che non avevamo dubbi sulle capacità di reattività politica dell’Assessore Febbo. Infatti lo stesso non ha esitato  ad attivarsi, per rispondere ai quesiti posti da una situazione che vede un credito “poco attivo” sul territorio abruzzese a differenza di altre entità regionali. Abbiamo letto dello svolgimento immediato di un incontro   sul credito anzi della attivazione di  un inedito Tavolo del credito,   che ha messo al centro del dibattito “un obiettivo comune, che consiste nell’individuazione di strumenti operativi condivisi per agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese regionali”. Naturalmente tutto bene, ci piace il senso della sfida raccolta, con rilancio, da parte dell’Assessore Febbo.  Bene ma insufficiente, sulla base della esperienza storica che ormai si cumula sulle nostre spalle  crediamo che gli interventi programmatori di un settore, compreso quello finanziario e del credito, richiedono la partecipazione di tutti i soggetti utili allo scopo. Suggeriamo di mettere dentro le Associazioni degli imprenditori e i Sindacati nel dibattito per trasformare il Tavolo del Credito, in un “pollaio” delle idee. (cit Sylos Labini).

Ricerca di Aldo Ronci: Andamento imprese nel Terzo Trimestre 2019