Caporetto Sanità abruzzese? Fermiamo la disfatta.

Kobariski_muzej

Forse le fonti di informazione che ho sempre utilizzate per sapere cosa avvenisse nella sanità abruzzese si sono improvvisamente inaridite.              Ci sono stati annunci sulle iniziative da intraprendere per colmare la  carenza di medici e infermieri nelle AUSL abruzzesi. È vero.                                Ma non emergono risposte tranquillizzanti  alle domande che da questa emittente abbiamo fatte alla politica, alla nuova Giunta Regionale, all’assessore Nicoletta Verì.  In una occasione precedente ci  siamo permessi di sottoporre  le nostre perplessità rispetto all’annuncio fatto dalla Dottoressa Sara Marcozzi   di 5 Stelle. La Consigliere ha annunciato lo “sblocco del tetto di spesa per l’assunzione di personale nel Sistema Sanitario Nazionale. L’Accordo, trovato tra Ministero Salute, Mef, Pa e Regioni, è il primo passo per un risanamento della Sanità anche in Abruzzo.”  Una dichiarazione apprezzabile in linea con le ripetute dichiarazioni, della stessa Consigliera, “sulla mancanza di personale nelle strutture sanitarie, con interi reparti che operano sotto organico.”  Un bene che ci sia attenzione sul tema e che la stessa Assessore regionale pronunci analoga preoccupazione. Problema risolto, quindi ? Purtroppo No, ma un NO grande come una casa. Lucidare la lampada dei desideri non cambia niente, e chi annuncia soluzioni “definitive e salvifiche”, grazie all’accordo Nazionale, ci sta garantendo una fetta di Anguria uscita bianca e sciapa. Insussistente per l’Abruzzo  quell’accordo, non riesce a risolvere molto, infatti abbiamo già detto che:

a) anni di commissariamento, con relative sforbiciate ministeriali, hanno prodotto il risultato di una carenza di personale sanitario regionale pari a 2.167 . Il personale andato in quiescenza e/o dimissionario è stato sostituito meno del 50% (un numero magico, applicato dal ministero solo in Abruzzo). Determinando, una carenza finanziaria, solo per l’Abruzzo di ca. 117milioni di euro, per adeguare gli standard di personale alle norme;

b) naturalmente non è ancora chiaro, inoltre, come si intende affrontare una emergenza sanità aggravata da quota 100, dal  cosiddetto “decreto Dignità” e dalla messa in vigore di un pezzo della famigerata Flat Tax.

Tutte e tre incidono in maniera diversa sulle Dotazioni Organiche della Sanità. Decreto Dignità  giustamente impedisce di rifare i contratti a tempo determinato, però  se non ci saranno le giuste ed immediate contromisure si tradurranno solo  in licenziamenti di  centinaia di persone.
Su quota 100 abbiamo già espresse le nostre perplessità, perché c’è un tema aperto da chi andrà via e da chi verrà sostituito.
Vecchi e nuovi problemi di Programmazione Sanitaria che si accavallano. Fino a giungere a rendere poco attrattivo lavorare nella sanità, né per i giovani, né per gli anziani. Ma in Abruzzo i dati di Bilancio, dimostrano  che il lavoro  negli ospedali è ormai incapace di reggere la concorrenza con il lavoro privato e convenzionato, dove opera un personale che gode  di migliori retribuzioni e migliori trattamenti fiscali. Non vorrei, come già sottolineato che   sfuggisse l’effetto introdotto dalla stessa flat tax, che a parità di ore lavorate, raddoppia il reddito di autonomi e liberi professionisti, ponendo problemi di concorrenza scorretta .Tutto questo con una sanità pubblica sull’orlo del collasso, la nostra regione deve dire al governo che sono “non risolutive”  le proposte di aumento del numero degli accessi a Medicina che, comunque si perdono nei tempi lunghi. Non è sufficiente una offerta di altri prigionieri a disposizione della inefficienza dell’imbuto formativo esistente. NOI abbiamo bisogno. L’Abruzzo ha bisogno dell’incremento del   numero di contratti di formazione specialistica, per facilitare l’accesso di giovani nella sanità. In concreto maggiori risorse per assunzioni, pagamenti di stipendi, maggiore qualità retributiva, fondi per la formazione e borse di studio. L’ultima cosa da aggiungere riguarda le responsabilità politiche della situazione in essere nella sanità. Bene sono facilmente distribuibili, tra le forze politiche di maggioranza e minoranza, alternatesi  nel tempo. Tutte dedite al non rispetto della Programmazione, fino a portare l’Abruzzo a divenire una “Regione canaglia”, per deficit eccessivo. Oggi finalmente tutto è tornato nelle nostre mani quindi: PROGRAMMARE, PROGRAMMARE, PROGRAMMARE. Non esistono ricette miracolose. Alla nuova Giunta Regionale tocca dare una svolta alla politica sanitaria, nell’interesse della collettività abruzzese.

Video TVQ 2 Aprile. Caporetto Sanità