Dotazione organica sanità pubblica – Servizi in lista di attesa.

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Abbiamo detto in una precedente occasione che cresce l’imbarazzo, dopo le elezioni del 18 Marzo, sulle modalità di gestione della Regione Abruzzo.
Sono così alte le preoccupazioni che credo doveroso, da parte di chi ha abbandonato la guida della regione per andare altrove, di lasciare subito ed in ordine l’Ufficio.
Molto tempo verrà perso senza governo, vista anche l’aria di abbandono polemico da parte di alcuni componenti della Giunta Regionale, al quale si aggiungerà il tempo previsto dalle scadenze elettorali .
E’ un dovere non arrecare danni ulteriori all’Abruzzo, già protagonista di una timida ripresa ed alle prese con una situazione poco apprezzabile dell’attuale gestione della sanità abruzzese.
Si affacciano situazioni di governo INCERTO di alcuni temi:
1) Super ospedale pulito dagli elementi di confusione programmatica, rispetto alle reali esigenze di assistenza sanitaria dei residenti, ed oltre, dell’area metropolitana CH-PE;
2) Inversione della tendenza al’incremento della mobilità negativa, cioè ricoveri e servizi pagati fuori regione, per cure ed assistenza facilmente organizzabili ed erogabili nella nostra regione;
3) Un ultimo punto che riguarda tutti, siano essi Governanti, Uffici, opposizione, minoranze e rappresentanze istituzionali, in particolare della Commissione regionale della sanità: Ma è possibile che, ancora oggi a metà mese di Marzo 2018, non riusciamo a leggere la pubblicazione della TABELLA DI RENDICONTAZIONE ECONOMICA della spesa sanitaria in Abruzzo Modello CEE dell’anno 2016 ?
Tutto mentre scoppia la polemica e la società civile si organizza contro l’impoverimento da sanità, la sanità “negata” e la difficoltà di accesso ai servizi, sottoposta ad una taglio lineare di risorse e di personale. Però è bene dire che non basta denunciare, pensando di avere fatto il proprio dovere, mi riferisco ad esempio alle opposizioni ed ai rappresentanti delle Istituzioni, perché se esiste il dovere di richiamare chi governa esiste anche quello di controllare e portare a conoscenza l’esito delle denunce.
In una precedente trasmissione ho citata la situazione dei Servizi ai pazienti dializzati e servizi di radiologia.
Sono andato avanti nella verifica del perché di tanta difficoltà.
Per leggere sui documenti, programmatici della sanità abruzzese, che il taglio dei servizi riguardano le migliaia, e più, di pazienti dializzati in Abruzzo ( in cura oggi in 18 centri pubblici e tre a gestione mista ).
Tutti scontano una crisi dovuta al taglio della dotazione organica del personale medico-infermieristico.
Erano vere le segnalazioni arrivate dopo le nostre precedenti puntate televisive su mobilità negativa, vicenda del Superospedale, viaggi del dolore nel settore ortopedico, capitolo protesi e trattamenti.
I cittadini ci hanno segnalato con telefonate e sfoghi personali che anche in altri settori, come quelli dei servizi di Radioterapia tutto va a rilento, con liste di attesa chilometriche, apparecchiature presenti nei locali di Radio Terapia, utilizzate a scartamento ridotto, mentre altre sono ben conservate negli scantinati, per mancanza di personale operativo.
Un esempio di scuola è il tempo di attesa per effettuare un ciclo di radioterapia curativa che supera i 60 giorni, arrivando a 90 giorni.
La radioterapia di Pescara è dotata di due LINAC (acceleratori Lineari) per il trattamento radioterapico dei Tumori,.
Il vecchio Primus (Siemens) installato da oltre dieci anni che, a pieno regime, dalle 08.00 alle 20.30, interviene su 50 pazienti al giorno.
L’altro è il Trilogy della Varian, nuovissimo gioiello della tecnologia che ha iniziato a funzionare nel dicembre 2017 che potrebbe trattate altri 40 pazienti al giorno, ma per carenza di personale ne tratta solo 10 al giorno, allungando i tempi di attesa.
È del tutto evidente che servirebbe, personale specializzato in più, infatti, tenendo conto dei turni normali di lavoro in atto, sono necessari, pensiamo facendo il conto sui turni di lavoro, festivi di riposo e di malattia, almeno 4 tecnici sanitari di radiologia medica , per fare attività piena al nuovo apparecchio, oltre a due medici radioterapisti e due fisici sanitari.
La chicca della settimana, figlia di questa miscela realizzata dal blocco del turn over e della dotazione organica che rende bene l’attuale situazione , è quella dataci da un apparecchio donato all’Ospedale di Pescara, come pomposamente riportato, dagli organi di informazione, dalla Associazione Italo Canadese.
Addirittura negli annali informativi è rintracciabile una festa della consegna del dono, con la presenza di Assessori regionali e rappresentanze istituzionali, arricchita da una relazione tecnico scientifica del Direttore generale sull’importanza del dono ricevuto a favore della popolazione in cura.
Stiamo parlando di uno strumento dedito alla brachiterapia, che permette di completare il trattamento radioterapico soprattutto dei tumori della sfera genitale femminile, ma anche altri tipi di tumori. Lo hanno riposto in uno scantinato in attesa di sblocco del turn-over o di assunzione di personale specializzato, sia medico che tecnico e infermieristico.
Naturalmente le nostre pazienti vengono inviate a S. Giovanni Rotondo, accrescendo l’ammontare della mobilità negativa e dei costi personali delle pazienti, per la propria cura.
Una politica quella del blocco degli organici ANTICA e SCIAGURATA e più costosa che crea solo maggiore spesa nella sanità e nelle persone. La cultura dei tagli lineari è la sorgente della mancanza unica di fantasia nelle qualità di chi ci governa.
Per risparmiare taglia , senza preoccuparti dei danni che provochi e, soprattutto, senza valutare che gli esiti sono negativi per il buon andamento dei conti e del benessere generale della collettività.
Ma a soffrirne, oltre ai pazienti, è soprattutto il personale che per assicurare un’assistenza qualitativamente degna è sottoposto a enormi sacrifici.
Alla prossima. Naturalmente cresce sempre più la necessità di un augurio di buona salute a tutti.