File al P.S. i cittadini protestano. ASL impotenti. Presidente se ci sei batti un colpo.

vaccinazione

Le grida disperate dei/lle  cittadini/e  di Pescara, alle prese con attese e file interminabili  al Pronto Soccorso, stanchi di essere messi in attesa per ore, i più fortunati, o addirittura giornate intere,  per ricevere l’assistenza dovuta sono l’esplicitazione di un disastro annunciato. Una emergenza che viene dalla notte dei tempi e  che non riguarda solo Pescara, ma l’intero sistema sanitario regionale. Durante la Pandemia, l’Assessore alla Salute Dott.ssa Verì  alle prese con il personale no-vax sospeso in termini impeccabili  dichiarò : Il covid ci ha insegnato a reagire a tutte le emergenze, ha vaccinato noi a reagire all’emergenza. Per coprire i posti di chi non ha voluto il vaccino dunque, abbiamo graduatorie a tempo determinato per l’attingimento e se l’attingimento è lento perché se il dipendente vuole dobbiamo aspettare 30 giorni abbiamo comunque un sistema di fornitori di lavoro temporaneo che ci consente di reclutare personale anche in 24 ore, per cui tempi di reazione noi ne abbiamo. Quindi, anche durante la emergenza pandemica, la mancanza di personale, venuta meno per qualsiasi motivo, veniva sostituto con personale “temporaneo”, Quindi il tema “vecchio”  della carenza “endemica” del personale, a causa di antiche ed errate politiche di Taglio alla spesa, effettuata senza costrutto, durante la Pandemia si è ulteriormente “allargato” . non ha avuto una politica di correzione, nemmeno tra un selfie e l’altro che annunciava “roboanti” cambiamenti in materia di personale sanitario, socio-sanitario,  dirigenziale e tecnico. Assunzione ad ore come il personale di pulizia. Eppure il Presidente Marsilio, componente della Conferenza delle Regioni, l’Assessore alla salute, dovrebbero sapere che oggi la situazione del personale sanitario, in questi ultimi anni, anche grazie alla loro mancanza di volontà di cambiamento o, forse, di scarsa qualità di governo, si è solo “colpevolmente aggravata. Infatti se torniamo ad un nostro studio basato sui dati Bilanci Consuntivi (T.E.) per ogni singola ASL, abbiamo denunciato che alla data del 31 Dicembre 2017, la situazione sanitaria, dal punto di vista del personale, si era fatta letteralmente drammatica . La Cgil de L’Aquila, insieme ad altri sindacati di categoria, aveva esposto gli stessi dati, alla QUINTA Commissione consiliare “Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro. Ma la conoscenza non ha trovata strada non ha conosciute soluzioni,  se al PS del Presidio Ospedaliero di Pescara, ma anche a L’Aquila o Lanciano, insomma ovunque in Abruzzo File  e Liste di attesa, non trovano soluzione. I Consiglieri Regionali sono stati dotati di dati descrittivi, anche da noi Focus, contenuti nella Tabella che segue è molto esplicativa, ma lasciando da perdere i dettagli, possiamo verificare la evidenza che,  alla data sopra richiamata , si esplicitava una carenza del personale pari 2.177 unità di personale- Una differenza creatasi tra le previsioni programmatiche, delle ASL nelle Delibere di Dotazione Organica, e la realtà dei numeri dei dipendenti a disposizione. Una sorta di altra ASL fantasma creata dalla indiscriminata politica di taglio, voluto dal Commissario di Governo e dalle burocrazie Ministeriali, alla quale gli abruzzesi non hanno mai mostrato segni di resistenza, ma  non solo dei servizi e posti letto, e senza alternative sul territorio, ma di personale non sostituito. Bisogna aggiungere, rettificando con dati aggiornati, riferiti alla ASL de L’Aquila, il numero al 31/12/2018 della carenza organica reale sale a 2.378.

ASL Dot.ne Org.ica   Personale in Servizio Carenza   Personale sanitario Dirigente Sanitario Dirigente medico T.E. Cons Eco.mico 2017 Media costo fabbisogno Differenza
L’AQUILA 4.053 3.354 699 156.346 82.122 76.579 191.926 231.925 39.999
PESCARA 3.449 3.158 291 138.176 73.319 68.149 165.245 180.472 15.227
CHIETI 5.215 4.543 672 196.014 101.036 94.511 230.355 264.429 34.074
TERAMO 3.558 3.043 515 131.819 64.756 61.081 159.510 186.506 26.996
TOTALE 16.275 14.098 2.177 622.355 321.233 300.320 747.036 863.331 116.295

Dei dati contenuti nella Tabella ne abbiamo parlato su questo sito e , chi vuole approfondire può utilizzare l’articolo: Emergenza ? il 31/12/2017 mancavano 2.378 unità. (ASL AQ dati aggiornati al 31/12/2018). Ma oggi cosa è successo visto che per il personale sono stati impiegati nell’anno 2018 appena 757.567.471 Euro, con una leggera crescita nell’anno 2019 pari a 766.441.102 Euro.  Per completezza di informazione bisogna subito dire che le risorse messe a disposizione in più, rispetto al 2017, sono nel 2018 pari a circa, quindi ad un “misero”   decimo rispetto al fabbisogno reale fissato nelle Delibere adottate dalle ASL per le D.O.A. al 31/12/2017. Ma il punto è che il Governo, con il Decreto Rilancio (DL 19/05/2020, n.34. prevedeva, risorse da spendere per  rafforzamento delle strutture ospedaliere e territoriali, servizi domiciliari, USCA, ma anche per Infermieri di quartieri e personale di nuova assunzione negli ospedali e nelle strutture territoriali. Tutto ciò nella nostra Regione non ha visto la luce anche perché bisognava dotarsi di un nuovo governo straordinario in grado di cambiare molte disposizioni. Infatti  in premessa bisogna dire che qualsiasi proposta, anche quella proveniente dal Governo con disposizioni che hanno forza di legge, non trovano capacità di attuazione grazie, si fa per dire, alle contraddizioni introdotte in materia di legislazione concorrente, tra le 21 Repubbliche (delle banane) sanitarie Italiane.  In concreto una  proposta di assunzioni di personale, compreso quello medico,  non è realizzabile poiché in contrasto con una serie di norme nazionale e regionali che, oggi, di fatto, lo impediscono. Anche per l’Abruzzo arrivano i nodi al  pettine, in coerenza con i risultati, certamente non esaltanti, del confronto, messo in piedi dalle “corazzate dei regimi sanitari “ presenti  nella  Conferenza delle Regioni. Una per tutte che si era conclusa con un documento indirizzato al Ministro della Salute, con proposta datata 26 Settembre 2019, quindi nei tempi giusti, per potere operare scelte sia per la fase ordinaria, che per la fase di crisi sanitaria introdotta dalle urgenze di risposta al COVID 19. Ma se quelle proposte sono arrivate in tempo, ma con contenuti a passo lungo, con punti che, nella stragrande maggioranza, erano  praticamente irricevibili. In quella occasione, di nuovo il Presidente Marsilio, tra un selfie e l’altro, esaltò l’azione compiuta durante la Conferenza. Abbiamo già detto e scritto che i furbi delle Regioni, pensavano che proposte del tutto deleterie ed irrispettose di qualsiasi regola contrattuale vigente, potessero avere un percorso pratico, tra di esse se ne possono evidenziare alcune che sono autentici macigni contro qualsiasi idea di regolarizzazione e di gerarchia di priorità contrattuale. Quindi le Regioni hanno puntato sul proseguimento, letale per la sanità italiana, delle stesse politiche del personale che hanno allontanato dall’Italia tanti giovani Laureati ed Infermieri formatisi nelle nostre Università, a spese dei contribuenti italiani,  per andare a riempire, con personale qualificato, le strutture sanitarie di mezzo mondo. Il documento delle Regioni si era dato un titolo ambizioso :“PROPOSTE RIGUARDANTI LA CARENZA DI MEDICI SPECIALISTI E LA VALORIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI SANITARIE NON DIRIGENZIALI”,  ma incapace di fornire soluzioni.  Quindi, da quella data ad oggi, come c’era da attendersi,  i nostri medici, gli infermieri, il nostro personale sanitario, tutti ad alto livello formativo e di specializzazione, sono stati oggetto di “scippo” da parte dei sistemi sanitari dell’Europa intera mentre la Conferenza delle regioni presentava un quadro cognitivo dettagliato sul fabbisogno di personale.  Appunto un quadro cognitivo, ma tutto restato sulla carta visto che  l’elaborato, addirittura si dota di una scelta , anzi di una ideona:  pagare il lavoro del personale sanitario al massimo ribasso. Quindi di fronte a questo fenomeno, o forse sarebbe meglio dire esodo, notoriamente ed indubbiamente legato alle antiche ragioni di mancato riconoscimento professionale e contrattuali, di ruolo e di stipendio, si continua ad avanzare una  proposta   priva di rispetto delle persone e del contratto. Ci aspettavamo una “intelligente” apertura degli “accessi” alle carriere sanitarie, socio-sanitarie e parasanitarie consentendo le sostituzioni, almeno del personale sanitario andato in quiescenza o dimessosi, abbandonando la pratica dei “tagli” alla spesa del personale e dei servizi, che hanno creata una voragine di presenze professionale incolmabile, ma dalla Conferenza delle Regioni giunse una soluzione peggiorativa che ha allontanato ulteriormente i giovani aspiranti operatori sanitari italiani. Abbiamo già detto che il  Governo Conte, per la prima volta, dopo anni di tagli mise risorse a disposizione lasciando intuire che si apriva una nuova stagione, cioè la fine delle detestabili idee contenute nei cosiddetti P.d.R. (Piani di Recupero),  intrise del principio della lotta agli sprechi, utilizzando come punto di riferimento il tetto alla spesa per le assunzioni. Una procedura che ha letteralmente distrutto il SSN nel meridione. Ora bando alle chiacchiere, è necessario che l’Esecutivo Regionale, abbandoni la tattica del rinvio e,  senza adottare la tattica degli annunci, convochi un Consiglio Regionale straordinario per mettere mano ad un sistema normativo che ha solo creato “immobilismo”, ma soprattutto ha bloccato il sistema sanitario che ha bisogno di essere” ristorato” da qualità, dalla riconquista  dei nuovi talenti “dispersi” in Europa grazie ad una politica “miope”. Presidente se ci sei batti un colpo.