Immunità di gregge? Un obiettivo lontano per l’Abruzzo.

vaccinazione

Gli annunci di maniera procurano solo gratificazioni , ma non risolvono i problemi ancestrali del Sistema Sanitario abruzzese. Basta guardare con attenzione ai numeri  contenuti nel link proposto, per comprendere che l’Esecutivo regionale, vende fumo, sperando solo nella futura  scarsa memoria degli abruzzesi. Infatti il link proposto:  Popolazione vaccinata finale ,   elaborata dalla Fondazione Gimbè,  aggiornata al 2 Settembre, ci illustra la situazione reale  dei contagi e nel nostro paese. Raccontandoci che crescono quotidianamente, in un periodo dove i controlli sono più blandi. Ed è in questo quadro di conoscenza, per nienteb rassicurante anche per la nostra regione che si inscrivono le, improbabili, previsioni sulle vaccinazioni in Abruzzo, da parte dell’Assessore Verì . Considerazioni raccolte dagli organi di informazioni e pubblicate, acriticamente, il 1° settembre recanti l’annuncio: Obiettivo 80% popolazione con una dose entro il 30 Settembre. Ma a chi ? A quale Platea ? Con quale innovazione procedurale ? Sono argomenti non affrontati, visto che l’obiettivo, immunità di gregge,  difficilmente sarà raggiunto,  perché molto più lontano rispetto ai dati e numeri presi in considerazione. Ma il tema è che , analogo annuncio, ed è bene sottolinearlo, con matita rossa, lo stesso Assessore lo ha già fatto, ma  usando frasi scivolose e poco trasparenti sull’argomento, arriva addirittura ad  omettere il richiamo, magari per correggerlo, ad un analogo annuncio, già  fatto prima dell’estate dove veniva  indicata la fine del mese di Agosto come  data da assumere per il raggiungimento della agognata immunità di gregge.  In Abruzzo, nel colmo dell’entusiasmo, dovuto alle oltre 16mila somministrazioni effettuate al giorno, infatti l’Assessore si esibì in dichiarazioni  utili a produrre una proiezione talmente ottimistica da fare pensare ad un appuntamento ravvicinato con l’immunità di gregge come cosa fatta. Ma attenzione una quota, l’80 % per raggiungere l’immunità,  riferita all’intera popolazione e non , come viene fatto oggi, surrettiziamente,  alla popolazione over 18 anni.  Si sceglie la strada di indicare una platea meno ampia per creare una statistica non veritiera per potere affermare la vicinanza all’obbiettivo da raggiungere. Siamo al punto che nessun riferimento, oggi, viene fatto a quelle azzardate previsioni che non tenevano conto del rischio che le  attività di vaccinazione andavano incontro ad un periodo estivo e, quindi alla possibile registrazione di un rallentamento e che si andava “manifestando” un nuovo nodo, Quella della diffidenza , delle pregiudiziali e del rifiuto, oltre alle paure ed alla non curanza di buona parte della popolazione, tutti punti che richiederebbero un dibattito o, meglio un approfondimento evitando di buttare la palla in avanti, fornendo una nuova data senza spiegazione sulle motivazioni  del suo aggiornamento evitando di indicare le richiamate difficoltà .  Quindi se al 1° Settembre in Abruzzo hanno ricevuto, rispetto alla popolazione:

  • il 73,1% una dose;
  • il 66,2% è completamente vaccinato;
  • il 6,9% attende la seconda dose.

restano senza neppure una dose circa 220mila persone fino ai 12 anni, ma sono realmente 422.561 rispetto alla popolazione abruzzese. Il doppio di quanto indicato dall’Assessore, cioè un altro 5 % della popolazione. E non sono pochi.

La Tabella che segue, pubblicata dalla Fondazione Gimbè , propone gli esiti attuali della campagna vaccinale, con la regione Abruzzo che nella somma tra ciclo completo e prima dose è in linea con la poco non esaltante media nazionale. Popolazione vaccinata finale. Infatti tra Abruzzesi con ciclo completo pari al 66,8 % aggiunti a quelli con una sola dose cioè 6,5% si forma una platea di 73,3 % lontana dalla ipotizzata quota dell’80 %.   Italia media 72,2 %. I dati, come detto, sono una  elaborazione della Fondazione Gimbè su quelli del Ministero Salute. Il problema che emerge è,  che la base di riferimento presa dall’Assessore Verì, non  è dissimile da quella presa in considerazione anche dallo stesso Commissario Straordinario Figliuolo, quindi controversa rispetto ai dati di partenza degli annunci,  pre-estivi. Dall’esame dei dati regionali, e nazionali, elaborati dalla Fondazione Gimbè su dati Ministero della Salute e Commissario straordinario emerge, infatti, una EVIDENZA e, cioè che le percentuali sono effettuate sull’insieme della popolazione vaccinabile , come abbiamo prima illustrati, quindi dagli OVER 12 in sù.  Oggi, l’Assessore confonde le percentuali modificando la platea, mentre in precedenza il riferimento, per l’assunzione della cosiddetta quota 80 %, per il raggiungimento della immunità di gregge, era riferita all’intera popolazione.  Il punto è, che se vogliamo paragonare la nostra situazione a quella degli altri paesi Europei, dobbiamo parlare di uno scarso 64,3 %, inferiore a Portogallo, Danimarca e Spagna, anche se superiore a  Francia e Germania. In conclusione, dando per scontata una mancata precisazione da parte  dell’Assessore Verì, sappiamo che i numeri da raggiungere sono superiori di molto rispetto a quelli indicati e, forse difficilmente raggiungibili, visto il metodo “soft”, alimentato dalla cultura del tutto va bene, assunto dall’Esecutivo regionale. In aggiunta , per chi ama gli approfondimenti , basta guardare ai dati Istat  per verificare che l’Abruzzo ha un numero di residenti ed è su di esso che dobbiamo esercitare i nostri calcoli.

Anno

1° gennaio

0-14 anni 15-64 anni 65+ anni Totale
residenti
Età media
2021(p) 155.194 813.465 316.597 1.285.256 46,8

Sappiamo, quindi, che dal confronto tra i dati della vaccinazione effettuata, pubblicati dal Ministero della salute, e i dati riferiti alla popolazione   emergono le contraddizioni  che provocano le più volte richiamate preoccupazioni sul raggiungimento degli obiettivi di tutela dal Covid. Per cui nella Tabella, che segue leggendo il link proposto, emerge il perché della motivazione delle preoccupazioni sull’operato, da correggere, del sistema sanitario regionale. Elaborazione ecx Focus su dati Vaccinazioni Abruzzo .In conclusione la strada da compiere è più difficile perché richiede una maggiore incisività, soprattutto sul piano della organizzazione e della comunicazione sulla necessità di raggiungere l’obiettivo Immunità  di gregge per una migliore tutela della salute delle persone, operando su quelle fasce di cittadini che esprimono le richiamate forme di  scetticismo, preoccupazioni o diffidenza sulla “bontà scientifica” del vaccino.  L’obiettivo della vaccinazione minima dell’80 % è un  obiettivo che, per gioco forza dei numeri, è ben più lontano rispetto agli annunci forzatamente “ottimistici”. E questo è molto grave per una regione che non può correre rischi, o rientrare in colori restrittivi,   visto l’aggravarsi della sua situazione sociale, economica e produttiva. Un “blocco” delle attività , questa volta sarebbe fatale.