Nel 2021 segno rosso sull’artigianato abruzzese.

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Se la somma fa il totale, possiamo dire che sono state sottratte almeno 200 imprese, al sistema produttivo abruzzese. Tante sono quelle che non sono in grado di rispondere all’appello. La stessa Cna Abruzzo, lo rende noto, con un proprio comunicato, portando a conoscenza il Report elaborato dal Dott. Aldo Ronci sulla base dei dati Movimprese. L’artigianato abruzzese si lecca le ferite dopo che all’appello della fine del 2021, scopre che meno 200 imprese, relegano la regione al penultimo posto della graduatoria nazionale. Non è certo un buon viatico scoprire che solo le Marche presentano numeri più negativi. Un dato rilevabile leggendo il Report di Ronci dove viene pubblica una Graduatoria delle Regioni che ci rende noto che nell’arco dell’anno 2021 l’Abruzzo, con una flessione percentuale delle imprese artigiane dello 0,68%, si posiziona al penultimo posto della graduatoria. L’Abruzzo è accompagnata nella decrescita da Umbria e Molise e superata, dalla solo ultima regione Marche, mentre le altre regioni sono cresciute realizzando la parte positiva di una media nazionale modesta pari allo 0,79 % comunque superiore al nostro negativo – 0,68 %. Inutile girarci attorno. Come abbiamo detto, e pubblicato su Focus Abruzzo, ed il Report ci riconsegna il dato negativo, già rilevato in occasione delle nostre valutazioni sui dati del 1° Trimestre 2021, dovuto alla circostanza che anche le risorse, messe in campo e provenienti dalle disposizioni del Governo, per realizzare l’impegno di un sostegno utile alla tenuta del tessuto produttivo ed economico , non hanno avuto nessuno effetto in Abruzzo, anzi nessun aumento del volume dei prestiti ma sono state semplicemente sostitutivi di quelli in atto. Ripetiamolo con parole stanche e ripetitive: il sistema creditizio abruzzese non sostiene l’economia regionale. In fatti il link proposto offre una lettura di questo fenomeno, tutto abruzzese, già rilevato e pubblicato sul sito www.focusabruzzo.eu. In concreto urge un intervento dell’Esecutivo Regionale e dell’apparato Istituzionale teso a porre fine ad un comportamento del sistema creditizio che opera in maniera distorta, visto che in altre realtà, dove addirittura la crisi sanitaria, è stata più “crudele” assistiamo ad una crescita del numero delle Imprese. Tema all’o.d.g. : le garanzie statali decise dai decreti di rilancio del governo Conte, non hanno avuto effetto verso l’aumento del volume dei prestiti , ma semplicemente utilizzati per una opera di “garanzia” a tutela delle stesse Banche, rispetto ai debiti già in corso. I risultati attuali dimostrano, ancora una volte, se ce fosse bisogno, che le banche operative in Abruzzo, ma con cervelli ed operatività in altre parti del paese, ci trattano come una “colonia” da spolpare. In buona sostanza la Banca non fa più la Banca non opera sostegno finanziario alla produzione sul territorio dove opera, ma si costruisce uno scudo protettivo e fa opera di garanzia a se stessa eleminando il rischio di sofferenze. Ma l’intervento richiesto, ai decisori della politica, non può trasformarsi in un appello con scarse possibilità di trovare orecchie attente. Esiste un’assenza della politica, maggioranza ed opposizione, fermo restando che chi si è candidato al Governo, ottenendolo, ha SEMPRE maggiori responsabilità. Ma il fatto è che non vediamo grandi battaglie politiche a sostegno del sistema della PMI. Esiste una legge regionale sul credito (già approvata nel mese di maggio 2021 dal Consiglio regionale) con una importante dotazione finanziaria, pari a 10 milioni di euro, destinati a favorire l’accesso ai prestiti bancari con la garanzia offerta dai confidi. Bene ma è “straziante” verificare che la legge non è mai entrata in vigore. Tutto questo accade mentre stanno arrivando le stangate fiscali e le bollette sull’energia in forte rialzo.

Report del Dott. Aldo Ronci : LE IMPRESE E GLI ARTIGIANI IN ABRUZZO nel 2021