LE IMPRESE ARTIGIANE IN ABRUZZO 1° Trimestre 2018.

imprese artigiane in Abruzzo

Non è particolarmente  gradito segnalare che in questa particolare fase il dato congiunturale,   (1° Trimestre 2018)  riguardante  la dinamica delle Imprese artigiane in Abruzzo,   segna un consistente decremento posizionando l’Abruzzo al quartultimo posto.

Al contrario in valori percentuali le imprese non artigiane sembrano aver agganciato la ripresa guadagnando un onorevole settimo posto nella graduatoria nazionale.

Questa è la sintesi che si può trarre dalla elaborazione prodotta dal Dott.  Aldo Ronci dei dati  relativi alle imprese  prelevati dal sito www.infocamere.it  .

C’è una parte del sistema produttivo abruzzese, quindi, che viaggia in controtendenza, infatti come è noto è nel primo  trimestre di ogni anno che le imprese registrano un decremento, a seguito della metodologia che prevede il deposito e le registrazioni delle cessazioni avvenute alla fine dell’anno.

E’ naturale attendersi  saldi  negativi, infatti,  le imprese  hanno subito un decremento di 540 unità, composta 168 unità imprese non artigiane pari a 168 unità e 372 unità imprese artigiane.

Ma lo studio ci fa rilevare che questi dati negativi, per quanto riguarda le imprese non artigiane, negli ultimi 1° Trimestri dell’anno, dal 2014 al 2018,  sono via via decrescenti.

Da rilevare, osservando i dati ricavabili sempre dallo studio, che la dinamica territoriale delle imprese artigiane ha visto in tutte e quattro le province abruzzesi, flessioni  tutte superiori al valore medio nazionale.

Un ultima considerazione riguarda le costruzioni. Lo studio nel rilevare che le imprese artigiane hanno subito variazioni negative in tutte le attività economiche, sottolinea che la  più consistente si è sviluppata nelle costruzioni indicando 172 unità. Però, anche questo decremento, nel quinquennio,  è tendenzialmente in miglioramento.

Si passa da una flessione di 558 unità del I trimestre 2014 a valori via via decrescenti fino ad arrivare ai 172 del I trimestre 2018.

Considerazioni conclusive.

I dati  estratti dalla elaborazione del Dott. Ronci sottolineano, come abbia visto, una decelerazione del numero delle cessazioni delle imprese (artigiane e non) in Abruzzo. L’osservatore deve, partendo da questi dati statistici, osservare il contesto economico nel quale si sviluppano gli andamenti, del sistema delle imprese, descritti.

Infine se si aggiunge che nello stesso periodo (2014/2018) dati ufficiali

  • Si è affacciato un decremento preoccupante della popolazione abruzzese che passa da 1.322.200 abitanti (ISTAT 31.12.16) a 1.315.800  (ISTAT 31.12.17)  pari a 6.400 abitanti in meno. Una flessione della popolazione abruzzese che è stata il triplo di quella italiana, posizionando l’Abruzzo al quintultimo posto della graduatoria nazionale.
  • il PIL Abruzzese (dati Svimez) negli anni  2014 il PIL è negativo pari a -1,4 , per rialzare la testa nell’anno 2015 con un PIL positivo di 2,1, e ridiscendere nel 2016 con un PIL negativo dell’ -0,2. (Il secondo peggior risultato tra le regioni italiane)

Il contesto nel quale devono essere inscritti i dati elaborati dal Dott. Ronci, dove si conferma tutta la nostra preoccupazione per lo stato di grave crisi in cui versa l’economia abruzzese.

E’ opportuno ripetere che il sistema produttivo abruzzese ha bisogno di cambiare passo e ciò può avvenire soltanto se si riesce a migliorare la competitività delle imprese (in particolare delle micro-imprese, dove si sviluppa la qualità e quantità di occupazione) e l’intervento della Regione Abruzzo più importante ed efficace in questo senso deve orientarsi nella predisposizione di orientamento dei gestori per politiche creditizie più puntuali, e meglio legate, alle vocazioni territoriali, al rinnovamento di politiche fiscali più moderne e selettive, con la messa a disposizione di servizi e risorse capaci di attivare innovazione di prodotto e di sistema organizzativo.

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