Nota Focus Abruzzo sulla dinamica delle Imprese in Abruzzo

logo

Alcuni organi di informazione hanno pubblicata una nota della Giunta Regionale sui dati elaborati dal Dott. Aldo Ronci ed illustrati dalla  CNA (Confederazione Nazionale Artigiani) Abruzzo nel corso di una Conferenza Stampa.

La nota precisa  che durante il III trimestre 2017, secondo i dati delle Camere di Commercio, le nuove imprese sono state 1.589, le cancellazioni 1390 con saldo positivo di 199 unità che, al netto delle cancellazioni d’ufficio diventano 425.

Ulteriore approfondimento viene sottolineato sul tema della diminuzione delle ditte individuali a vantaggio della crescita delle società di capitali che, a giudizio della Giunta Regionale, sono un segno della modernizzazione del sistema economico, infatti viene evidenziata la circostanza che  a chiudere sono soprattutto le imprese tradizionali poco competitive, ritenendo in tale modo che è necessario effettuare un’analisi che non può limitarsi  al solo dato numerico.

Per Focus Abruzzo si è sviluppata la classica interpretazione sui dati forniti dalla stessa fonte, confondendo Fagioli con Lupini.

Infatti l’analisi (proposta nell’allegata  copia) illustrata dalla CNA sulla dinamica del totale delle imprese e sulla dinamica delle imprese artigiane  si riferisce alle iscrizioni e alle cancellazioni delle imprese per l’anno 2017 e alle imprese attive per gli anni che vanno dal 2013 al 2017.

I dati sulle iscrizioni e sulle cancellazioni delle imprese nel III trimestre 2017 riportati dalla Giunta Regionale non sono in contraddizione con quelli esposti dalla CNA per l’intero anno 2017. Comunque, ammesso che fossero stati in contraddizione, i dati riferiti al solo III trimestre 2017 non potevano essere utilizzati per contestare dati annuali e pluriannuali.

E’ meglio ribadire, non è la prima volta che proponiamo  questa riflessione,  che dati congiunturali non sono confrontabili a dati strutturali che si formano nel tempo di anni.

Ma chiarito quest’aspetto e tornando alla necessità di analisi sui dati prospettata dalla nota della Giunta Regionale,  Focus Abruzzo  invita a maggiore sobrietà nell’approccio di analisi sul sistema delle imprese abruzzesi.

Non può sfuggire all’osservatore attento che,  da molti anni, l’Abruzzo non ha un problema di decremento del numero di imprese a seconda dell’assetto giuridico, ma presenta un’emorragia di imprese artigiane senza soluzione di continuità.

Infatti la nota della Giunta Regionale  non  vuole, o peggio omette, di tenere conto  che  il numero totale delle imprese attive abruzzesi, per gli anni che vanno dal 2013 al 2017, ha subito una flessione di ben 4.206 unità, una dinamica negativa influenzata proprio dalla chiusura delle imprese artigiane.

Tutto ciò rende quello abruzzese un caso quasi unico nello scenario nazionale, le variazioni percentuali del numero di imprese, ormai da parecchi anni, sono sempre peggiori di quelle medie nazionali e per le imprese artigiane in alcuni casi sono addirittura le peggiori  in senso assoluto tra le Regioni Italiane (come nel periodo dal 2013 al 2017).

La crisi dell’artigianato si sta sviluppando in un contesto regionale caratterizzato da due dinamiche una positiva, quella delle medie e grandi imprese, e l’altra sofferente, quella delle piccole e micro imprese soprattutto artigiane.

Altrimenti sembra ragionevole sospettare che,  la Giunta Regionale, non ha previsto risorse nel Bilancio di Previsione 2018, a favore dell’Artigianato,  per  affermare il proprio favore al decremento delle imprese artigiane dichiarandolo un segnale di modernizzazione del sistema economico.

Un disegno lungo, quindi,  visto che la Legge di settore n° 23 (Legge quadro sull’artigianato) viene disapplicata da anni, nonostante le richieste delle associazioni di categoria che hanno proposto,  in sede di confronto sullo strumento finanziario della Regione,  misure per:

  • il sostegno allo start-up;
  • all’artigianato artistico e di qualità;
  • maggiore attenzione all’utilizzo di alcuni e diversificati strumenti finanziari;
  • la trasmissione d’impresa.

che  avrebbe avuto un impatto determinante su migliaia di imprese e sui livelli della “buona occupazione”.

In conclusione la nota Stampa della Giunta Regionale si è espressa, vogliamo credere,  solo in maniera impropria ed infelice,  perché non è certo la diversa organizzazione giuridica  delle imprese abruzzesi ad aver determinato l’emorragia dell’artigianato tradizionale a “favore delle imprese che operano nei settori dell’economia avanzata dei servizi alle imprese e alle persone”.

Si svelerebbe la volontà politica di abbandonare il settore, a differenza delle scelte, a sostegno dell’Artigianato, effettuate dalla maggioranza delle regioni.

Per Focus Abruzzo deve essere riaffermata la cultura del confronto sui dati scientifici, senza artifizi ed elaborazioni che tendono a misurare annualità e contesti diversi, nella convinzione che solo in tale modo si opera a favore delle scelte più opportune per lo sviluppo economico, sociale e produttivo dell’Abruzzo.

Per approfondimenti si allega il link dello studio del Dott. Aldo Ronci :

http://focusabruzzo.eu/le-imprese-e-le-imprese-artigiane-in-abruzzo-nel-2017/