PNRR, ZES e strumenti di programmazione per lo sviluppo anche delle “Zone Interne”.

Panorama_di_Sulmona

Giunge un grido di dolore, da parte del Movimento di difesa del Centro Abruzzo con un documento dedicato al Senatore D’Alfonso  ed ai Consiglieri Regionali Gerosolimo e Paolucci, tutti partecipanti, con altri/e,  ad una iniziativa, svolta a Sulmona al Cinema Pacifico, sul tema “L’Abruzzo delle Aree interne”.  Quindi prepariamoci a ricevere risposte robuste dai partecipanti all’incontro, visto che il documento , citato ed allegato, tira fendenti robusti a chi (D’Alfonso in particolare), nel momento della decisione legislativa,  sulla Istituzione delle Macro Aree, escludeva la possibilità di formare una quinta Macro Area da denominare “Valle Peligna – Valle del Sagittario”, chiesta a suo tempo da 16 Sindaci, ma anche sostenuta dai rappresentanti di FI (Febbo e Sospiri) all’epoca all’opposizione, ma oggi in maggioranza. Intanto è doveroso che i due Consiglieri regionali, soprattutto Sospiri oggi Presidente del Consiglio Regionale facciano conoscere la loro attuale posizione su questo “caldissimo “tema. Ma le cose sollevate dal Movimento ci richiamano ad un punto fondamentale che emerge sempre, in tutta la sua continuità, in questa nostra balda regione come se le cose non mutassero mai. Abbiamo già scritto che la regione, nelle sue istituzioni e nelle sedi della decisione politica si è mossa lungo una dimensione programmatica incomprensibile, con scelte che provocano danni e confusione negli strumenti programmatici. A distanza di anni non riusciamo ancora a comprendere perché i suggerimenti provenienti dallo  studio “Agenda Urbana Abruzzese” redatto dal Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” siano stati del tutto trascurati. Cioè la suddivisione del territorio regionale in 7 Aree Urbane Funzionali,  che fanno riferimento alle città Medie di Pescara-Chieti, Teramo, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, per essere lo strumento da utilizzare per un intelligente ed armonico intervento sul sofferente sistema delle aree interne abruzzesi. In fondo non sarebbe stato nulla di nuovo, per la Regione Abruzzo, che già si era espressa per le sette Aree Funzionali, già declinate in maniera analitica nel 2000, nel Quadro di Riferimento Regionale. Ed è qui che torniamo al punto dove tutto deve trovare una coniugazione in una Regione che si presenta al Tavolo del PNRR, con la proposta di un elenco di Progetti (che giacevano impolverati nei cassetti della Regione), mentre il sistema Zone Interne, ZES, Piano Sud e PNRR richiedevano uno scatto innovativo straordinario nelle capacità di studio, elaborazione e proposta progettuale dello sviluppo delle zone Interne, e non solo.  Ed è un po’ questo lo spirito dei propugnatori del documento, molto critici sulle scelte fatte, che escludono la citata area Peligna, con epicentro Sulmona, vittima di una flessione forte in tutti i suoi indicatori dal  sistema produttivo in crisi alla occupazione in calo, con una popolazione in decrescita a ritmi impressionanti. I difensori del “centro Abruzzo”  chiedono  interventi incisivi,  per il rilancio di un territorio che sta vivendo diverse “trascuratezze” da parte dei decisori politici, ma anche una riflessione programmatica, sull’uso delle AREE URBANE FUNZIONALI PER UNO SVILUPPO EQUILIBRATO ED ARMONICO DELL’INTERO TERRITORIO REGIONALE ABRUZZESE per utilizzare uno strumento “lungimirante”.   Infatti se non fosse così a che pro la scelta effettuata della istituzione della ZES includendo il territorio regionale, in tutta la sua complessità, se non dotarsi di uno strumento di “governance” utile ed in grado di attivare i “vantaggi”   e stabilire  strategie ? La Zes apre una stagione di importanti opportunità per l’Abruzzo, per realizzare  un contesto estremamente favorevole alla realizzazione di nuovi investimenti, alla creazione di nuovi posti di lavoro e allo sviluppo economico dell’Abruzzo. Questi appunti di oggi sono la base per proseguire con un’altra analisi su come la regione può dotarsi di un suo protagonismo  nella gestione dei fondi del Recovery Plan.

In allegato doumento del : Movimento di difesa del Centro Abruzzo