Semestre sempre più nero in Abruzzo per artigianato e piccole imprese.

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Il Report di Aldo Ronci, LE IMPRESE ARTIGIANE IN ABRUZZO nel II° semestre 2022, elaborato per conto del CNA, ci consegnano una lettura del semestre abruzzese contradditoria nei settori. Infatti positivo per il sistema imprenditoriale, ma “ripetivamente” negativo per la micro impresa e l’artigianato. Naturalmente dobbiamo escludere il comparto delle costruzioni, che vive di propria luce grazie alle “speranze” legate agli incentivi legati “Superbonus 110%”. Il Report citato di Ronci che alleghiamo per chi intende approfondire l’argomento esplicita una serie di dati elaborati da movimprese.it . Infatti nel semestre 2022 le iscrizioni totali delle imprese sono state 4.025, con 3.763 cessazioni, con un incremento pertanto di 262 unita. Ma non si delinea lo stesso andamento per l’Artigianato dove le iscrizioni sono state 951 e le cessazioni 986, con una perdita di 35 unita.  Il significato dei dati esposti, rispetto all’andamento della economia nazionale, è facilmente reperibile nel Report , però dobbiamo annotare che gli stessi numeri negativi, e con la stessa entità, si erano già espressi nell’andamento delle Imprese artigiane nel I° Trimestre 2022. Come a dire che l’Abruzzo sprofonda “dolcemente”. E’ doveroso ripeteer che questo andamento, che si ripete nei trimestri e negli anni, ci riporta alla nostra già denunciata preoccupazione  sugli ulteriori  danni che possono arrivare dalla crisi delle aziene energivore e  dalla difficoltà di reperimento delle materie prime e dai danni preventivabili a causa del conflitto in corso. Danni che si aggiungono  a quelli in atto determinati da una “completa” e persistente mancanza di politica regionale nel settore. All’orizzonte non si affaccia nessuno annuncio di cambiamento della politica della disapplicazione della legge regionale di settore su cui il Bilancio dell’Ente non prevede finanziamenti, mentre abbiamo lette altre,  sui giornali, dove il Presidente della GR improvvisamente dichiara di volersi occupare del superamento della crisi delle zone “interne” senza spiegare come, chi, dove e quando, ma solo perché stiamo ormai ad “urne aperte”. Se vuole essere uno Slogan elettorale, non è ben riuscito visto che non viene preannunciata  l’attenzione a quanto invocato da più parti, di occuparsi della questione centrale che si chiama politica del Credito in Abruzzo. La nostra Regione è ormai “ostaggio” di un sistema finanziario, tutto dedito al “rastrellamento” di risorse, che non sente neanche il dovere di spiegare agli abruzzesi la disparità tra la crescita costante dell’entità del risparmio degli abruzzesi, e la decrescita dei finanziamenti erogati alle imprese.  Un sistema che sta già determinando l’indebolimento del Pil regionale (previsioni SVIMEZ) ed il restringimento dell’area  del lavoro e della “buona” occupazione. In conclusione i numeri esposti sono anche il frutto della esistenza di una vera è propria crisi del sistema finanziario, nei confronti delle piccole imprese ed artigiane.