Super Ospedale in un unico luogo TVQ 15 Maggio

Pronto soccorso

Buona salute a tutti dopo la nomina della commissione, da parte della Giunta Regionale, composta da dirigenti regionali e delle due ASL di CH e PE , che è già una scelta di campo.
La Giunta Regionale decide, con un rinvio, si direbbe in termini calcistici, di buttare la palla a centro campo.
Il rinvio della palla, così mi hanno spiegato tecnici più avveduti del sottoscritto, viene effettuato quando chi detiene il pallone non ha sbocchi, per un efficace gioco a terra e per costruire l’azione in avanti.
E’ così purtroppo, nonostante il diniego di due Ministeri, quello dell’Economia e quello della Salute, come andiamo ripetendo da tempo, sulla possibilità di realizzare il super-ospedale o DEA di II livello su due presidi (Chieti e Pescara), senza creare scontri clamorosi, si procede facendo finta di niente.
Così operando si assommano danni a danni.
Già l’Abruzzo è in ritardo sulla operatività di questo nuovo livello di assistenza sanitaria.
Estate 2017 la Giunta regionale vara la delibera 271/2017 che indica due Dea di secondo livello: uno cardiologico a Chieti e l’altro politrauma e cranico a Pescara.
Una  delibera  bocciata dai ministeri della Salute e dell’Economia, attraverso la Direzione generale Programmazione Sanitaria, il 13 novembre 2017.
Eppure, a testa bassa, si vuole proseguire imponendo una scelta sbagliata, per motivi  campanilistici, dimenticando che il primo compito è la salute dei cittadini ed il corretto utilizzo delle risorse finanziarie del Servizio sanitario nazionale.                                                                                     Organizzare  subito il super ospedale a Pescara, senza rinvii, significa dare un immediato stop alle cure fuori regione, soprattutto nei settori dell’Ortopedia e della Cardiologia.
Il DEA di II Livello non è una pura esercitazione di ingegneria sanitaria, ma una risposta immediata alle esigenze di assistenza della collettività abruzzese, già messa a dura prova dai tanti sacrifici indotti dalle ristrettezze dovute al rientro dal deficit finanziario.
Il commissariamento dell’Abruzzo è finito, ora bisogna passare all’uso razionale delle risorse, senza inventarsi niente.
Insomma non possiamo continuare al essere la Regione del Quattro. Tutto quattro. Quattro università, quattro ospedali di alta specializzazione. Quattro di tutto, senza mai fare le cose per bene utilizzando le scarse risorse per fare una cosa a favore degli abruzzesi e non delle orda fameliche delle clientele locali.
Pochi indugi il presidio ospedaliero pescarese «ha tutti i numeri» per diventare sede del Dea, Dipartimento Emergenza Accettazione, di II livello. Con i maggiori finanziamenti previsti , gli abruzzesi potranno finalmente avere più attrezzature, più personale e, di conseguenza, si abbasserebbe anche il numero dei viaggi della speranza fuori regione.
83 milioni di euro sono andati fuori dall’Abruzzo per rimborsare le altre regioni, per coprire le spese dei malati abruzzesi che non hanno trovato soluzioni, nei nostri ospedali e nei nostri centri di cura, ai loro bisogni di assistenza sanitaria.
Lo abbiamo già detto da questa emittente: non è giusto continuare a non dare risposte a questi cittadini, ad alimentare i viaggi del dolore, ad accrescere la spesa per le cure .
Meglio ripetere, anzi descrivere di nuovo come vede la sanità abruzzese nel 2016 il XII Rapporto Censis 2016 : Ogni cittadino abruzzese a causa delle liste di attesa, in essere, pagano di tasca propria ogni giorno un costo medio che va dalle 10 alle 45 Euro.
Gli altri sono assoggettati, come descritto nel Rapporto, a situazioni definite “di impoverimento da Sanità” o rinunciare ad ogni e qualsiasi cura.
Non è vero che tutto funziona Madama la Marchesa, la sanità non si governa e non si programma con gli annunci, ma con la erogazione concreta dei servizi ai cittadini “bisognosi e non”. Questo è il Sistema Sanitario Universale.
Non scherziamo ancora, soprattutto evitiamo la solita brutta e classica figura degli abruzzesi: quelli dei quattro. Il DEA deve essere organizzato per i cittadini e non per le necessità elettorali di turno. Naturalmente questo pasticcio ci fa pensare che le incombenti elezioni la facciano da padrone, e non a caso qualcuno ha pensato ad un DEA tra Chieti e Pescara. Evitare di scontentare le clientele, e nascondersi dietro un dito per non dare le risposte corrette alle vere esigenze di assistenza sanitaria.
Di nuovo Buona salute. Ne abbiamo tutti bisogno.